03/05/10 Rivoluzione! Rivoluzione!

Rivoluzione! Revoliutia, come avrebbero detto nel 1916!

"Prova a pensare un po' diverso"! Cito una vecchia canzone del "Banco". Invece di ripensare l'evoluzione abbandonando il creazionismo per abbracciare l'evoluzionismo, in questo caso proviamo a ripensare l'amministrazione abbandonando il "burocratismo" e abbracciando il buon senso. L'assioma dal quale si parte è il seguente:

La legge è per l'uomo, non l'uomo per la legge. (Lovelli)

Pare cosa da poco, ma molti non riescono neppure ad immaginare una cosa del genere, per cui i burocrati dell'apparato dello stato e delle amministrazioni locali si trincerano dietro leggi e regolamenti che diventano il fulcro dell'attività, la regola da rispettare per non andare all'inferno. Errore madornale, e chi aderisce a questa regola finirà per certo nel girone dantesco dei burocrati che hanno provocato il male della società.

Facciamo un esempio: quando marito e moglie si separano, il giudice stabilisce un tempo che deve essere dedicato dai singoli coniugi alla relazione con i figli, poniamo una volta alla settimana. Esso è un tempo minimo, che garantisce i figli, e non i genitori, e consente loro di avere una relazione filiale certa e completa.

Allo stesso modo, per avere informazioni sull'andamento del comune, sui lavori, su qualunque cosa, non è necessario fare una "interrogazione" alla quale dovranno essere date esaurienti risposte durante il consiglio comunale, magari dopo un mese perchè così recita il regolamento. E' più semplice: un consigliere fa una domanda a voce al sindaco o alla giunta o ad un impiegato comunale e questi gli da la risposta subito se la conosce, ovvero gli da gli strumenti per individuarla. Sempre subito. Lo strumento della "interrogazione" deve essere interpretato come mezzo coercitivo per una amministrazione che non risponde e, a mio avviso, deve essere utilizzato solo quando strettamente necessario. Men che meno con amministrazioni positive e "reattive", perchè le mette inutilmente in difficoltà.

E' ora di cambiare. Non ci vuole forza: basta il coraggio di essere uomini.

Si comincia a lavorare per fare le cose e non per rispettare i regolamenti. A.F.

Risposta: Come si può dargli torto? Basterebbe un poco di buon senso.