05/08/10 Vandalismo ede indifferenza
Molti saranno a conoscenza che pochi giorni addietro, alcuni vandali non identificati hanno completamente imbrattato di vernice la mia auto, anche scrivendo volgarità sui vetri. Hanno volutamente utilizzato un tipo di vernice che ha reso necessario l’impiego di solventi aggressivi che ovviamente hanno danneggiato la carrozzeria, con evidenti elevati costi per la riparazione.

Vorrei sgombrare il campo da ogni dubbio in merito: sebbene io sia il Capogruppo della minoranza in Consiglio Comunale a Vobbia, non credo che dietro a questo atto intimidatorio ci possa essere un movente politico. Anzi, ringrazio il Sindaco per la sua tempestiva telefonata di partecipazione. Tuttavia è un atto grave che lascia decisamente l’amaro in bocca. Non si può immaginare che antipatia ed odio possano portare ad azioni così perfide e gratuite.

Non posso comprendere il perché. In caso di disputa è più logico confrontarsi e comprendere le ragioni dell’altro, piuttosto che accanirsi vigliaccamente in questo modo. Che soddisfazione si ottiene facendo del male così? Quale risultato si è ottenuto? Quale vantaggio?

E’ molto triste, indubbiamente. Voler essere di aiuto in una comunità, socializzare e portare il proprio contributo provoca odio, invidia e gesti inconsulti. Peccato, credevo che Vobbia fosse un piccolo Paradiso, credevo di aver trovato un ambiente sereno dove le persone si rispettano, ma ho sbagliato e mi sono bruscamente risvegliato dal mio sogno infantile.

Sono atti mafiosi. Sono intimidazioni classiche della criminalità più deforme. Sono azioni da condannare pubblicamente. Non è una azione esclusivamente contro il sottoscritto, ma offende l’intera comunità.

Come si è comportata la gente? Totale, assoluta indifferenza ed omertà. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha un’idea. Ma posso anche accettare che questi vandali abbiano agito con astuzia e senza farsi scoprire. Ma perché nessuno ha reagito? Perché, a parte alcune frasi di circostanza ed una superficiale partecipazione, nessuno ha mosso un dito?

Mi aspettavo che qualcuno condannasse questo atto. Mi aspettavo che la comunità mi aiutasse, non per carità nei miei confronti, ma per dimostrare che la popolazione non accetta queste intimidazioni. Invece niente. Solo pettegolezzi. Mi aspettavo una protesta pubblica, speravo in una azione comune. Nulla di tutto questo. Le persone addirittura, vista la mia rabbia, mi hanno tolto il saluto, come sei fossi io il vandalo, io il cattivo, io la persona pericolosa.

Che delusione. Guardando i loro volti e scorgendo la finta partecipazione, ma soprattutto vedendo il loro disprezzo, la mia volontà di operare per il bene del paese è scemata completamente. Chi non ha condannato pubblicamente questo atto si è reso complice di esso. Chi non ha manifestato pubblicamente e stigmatizzato questa violenza, si è reso complice dei vandali. Oggi è toccato a me, domani a chi?

Essere passivi di fronte a gesti del genere è puro egoismo, ma questa forma di omertà si può ritorcere contro, perché si avvalla la possibilità del ripetersi di azioni simili. Volete che Vobbia diventi un Far-West? Io non ci sto. Non posso condividere la mia vita in una comunità dove i vandali hanno il sopravvento e dove le persone mostrano totale indifferenza.

Appena possibile, andrò via da qui, non per paura, ma per disprezzo. Parafrasando il testo Biblico “scuoterò la polvere di Vobbia dai miei calzari”.

Enrico Mendace