4 Maggio 2017 – Quando la polemica politica trascende

La Democrazia è una forma di governo che si basa sul concetto di maggioranza, dove chi ottiene più voti governa, chi ottiene meno voti invece controlla e denuncia eventuali abusi.

Infatti, in ogni livello decisionale di un Paese democratico esiste una Maggioranza (che governa, prende decisioni ed attua il proprio programma) ed una Minoranza (detta anche Opposizione che controlla, contesta e mette in luce gli errori e mancanze di chi governa).

Accade quindi che la Minoranza svolga il ruolo del “cattivo” (anche quando cattiva non è) mentre la Maggioranza assuma l’immagine di vittima (anche quando vittima non è).

E’ quindi scontato ed evidente che ci sia un rapporto tra Maggioranza ed Opposizione che spesso sfocia in polemica ancorché aspra, sarebbe quasi sospetto il contrario. Una polemica volta al miglioramento delle decisioni ed al controllo onesto delle attività di governo può quindi essere legittima ed anche positiva, purché entro i canali del reciproco rispetto dei ruoli e delle persone.

Purtroppo, il comportamento dei politici attuali, a livello nazionale ed anche locale, ci mostra invece che troppo spesso si trascende in critica verso la vita personale, professionale ed addirittura familiare. E’ quindi accettabile e legittimo criticare l’avversario per le sue decisioni di carattere politico, ma è inaccettabile criticare la persona per la sua attività professionale, per la sua vita privata e per le sue dinamiche familiari. Soprattutto se poi questo atto arriva sino alla diffamazione, che quindi può essere oggetto di querela.

Un politico onesto deve quindi sempre stare attento, nel parlare del proprio avversario politico, di non oltrepassare quella linea per cui si passa da polemica politica a diffamazione.

Enrico Mendace